Bing è il nuovo motore di ricerca di Microsoft nato nel giugno del 2009 in sostituzione dei precedenti MSN e Live Search.

La scelta di lanciare una nuova piattaforma di ricerca appare sin da subito una sfida a Google, motore di ricerca che detiene gran parte del mercato di riferimento.
Negli ultimi anni Google è cresciuto talmente tanto da divenire sinonimo stesso di ricerca sul web.
Il principale merito è stato quello di aver saputo proporre un’interfaccia utente pulita ed immediata, rapida quanto efficace nel restituire risultati pertinenti con le ricerche dell’utente.
Ma cosa spinge Microsoft a sfidare Google sul suo terreno più congeniale ?
Per poter comprendere le ragioni che hanno spinto la casa di Redmond ad intraprendere questo cammino, dobbiamo fare riferimento a quell’ampio progetto di ricerca che sta alla base del Web di futura generazione, e che corrisponde per la gran parte con quelle tecnologie che vengono definite semantiche.
Con tale termine si fa riferimento a tutta una serie di ambienti, linguaggi, strumenti finalizzati a creare un World Wide Web in cui le risorse siano correlate tra loro mediante una relazione non più solamente sintattica ma anche relativa all’esplicitazione del significato semantico.
Con ciò si vuol dare la possibilità alle macchine, e nel caso specifico agli algoritmi software dei motori di ricerca, di comprendere meglio quello che è il linguaggio umano, migliorando evidentemente quelle che possono essere le risposte restituite in fase di ricerca.
Nasce quindi l’Intelligenza Artificiale per i motori di ricerca ?
Non è del tutto vero. L’Intelligenza Artificiale si pone l’obiettivo di interpretare e comprendere le logiche del linguaggio umano, mentre le tecnologie semantiche sono finalizzate a far si che una macchina o un software possano essere inferiti di conoscenza diretta da parte di un essere umano.
In termini pratici significa che non è la macchina che deve apprendere autonomamente, ma è l’essere umano che fornisce alla macchina tutto ciò di cui a bisogno per comprendere, in questo caso, il linguaggio umano.
Ma in termini pratici cosa cambia tra Google e Bing ?
Quando cerchiamo qualcosa in Google quel che otteniamo come risposta è un risultato che tende a premiare i termini inseriti in base alla loro prossimità e rilevanza nella frase.
Spesso ciò è sufficiente per restituirci un risultato soddisfacente, ma all’aumentare delle dimensioni del web la qualità può decadere rapidamente. Non solo. Utilizzando un sistema di ricerca basato sulla prossimità delle parole rischiamo di ottenere risultati fuorvianti.
Bing è invece in grado di interpretare il reale significato di quel che digitiamo e, grazie a sofisticate operazioni di disambiguazione, possiamo ottenere una risposta calcolata in base alla struttura della frase inserita.
Bing, effettuando una sorta di analisi logica della frase inserita, può interpretare la nostra richiesta e restituirci risultati complessivamente più sofisticati.
Un esempio concreto.
Si faccia l’esempio in cui si debba cercare “Chi è stato l’inventore del web ?”
Sottoponendo il quesito a Google si otterrebbe una risposta derivata dalla prossimità delle parole "inventore" e "web".
Eseguendo la stessa ricerca in Bing, si otterrebbe un risultato differente in quanto determinato dalla capacità del motore di ricerca di comprendere le singole parti della frase.
Bing è cioè in grado di capire il senso della nostra domanda e comprenderebbe, ad esempio, che la nostra è una domanda costituita dall’incognita “Chi” e che i termini “inventore” e “web” potrebbero essere tranquillamente sostituiti da, rispettivamente, “creatore” e ”internet” senza che questo comprometta il significato globale della frase.
Per ora è possibile avvantaggiarsi della semantica nella sola versione statunitense, l’unica dotata di un repository semantico appositamente costruito, mentre per le altre bisognerà attendere almeno il 2010.
La nuova sfida lanciata da Bing a Google ha il sapore di un duello tra titani dal quale uscirà un verdetto che sicuramente non lascerà indifferenti.
Qualunque sia il risultato finale e qualsiasi sia la strada del web del futuro, WEBMAORI™ non vuole essere colta impreparata, ed è per questo che tutti i servizi offerti ai propri clienti tengono conto dei nuovi sviluppi legati alla semantica e ai nuovi metodi di fare ricerca sul web.
