Google “Forse cercavi…”. Come funzionano i suggerimenti di Google e in che modo influenzano i risultati delle ricerche

 
Perché Google suggerisce termini di ricerca alternativi
A tutti sarà capitato, durante una ricerca su Google, di ricevere il suggerimento “Forse cercavi” - “Did you mean” nella versione internazionale.
Questa funzionalità si pone l’obiettivo di rilevare presunti errori ortografici, di battitura o misspelling commessi dall’utente durante la fase di digitazione della query di ricerca.
Il suo scopo è dunque quello di aiutare l’utente a trovare più rapidamente ciò che sta cercando, sia nel caso in cui l’utente commetta distrattamente errori ortografici e di battitura, sia nel caso in cui l’utente stia scrivendo in una lingua non propria e della quale non dispone del completo controllo sull’ortografia.

Ma come fa Google a sapere che ho sbagliato a scrivere ?
Il sistema di controllo ortografico implementato da Google, e chiamato Spell Checker, si basa su un’evoluzione dell’algoritmo di Levenshtein, il quale misura la distanza, in termini di modifiche necessarie, affinchè una stringa di caratteri, comunemente una parola, possa essere trasformata in un’altra.
Tali modifiche fanno solitamente riferimento all’aggiunta, rimozione o spostamento di caratteri all’interno della medesima parola.
Ad esempio, secondo l’algoritmo di Levenshtein, per trasformare la parola “tasto” in “testo” ho bisogno di una sola sostituzione, quindi la distanza di Levenshtein sarà pari ad 1.

Quando interviene questo algoritmo ?
I suggerimenti proposti da Google non vengono creati arbitrariamente, ma trovano origine a partire dall’enorme database che contiene tutti i termini di ricerca sino a quel momento indicizzati dai crawler del motore di ricerca (ndr software automatizzati che raccolgono le informazioni per conto del motore di ricerca stesso).
Il tipo di suggerimento proposto dal “Forse cercavi”, si basa sulla frequenza e sulla popolarità con la quale quel determinato termine viene usato in rete.
Ad esempio digitando il termine volutamente errato “tastiear”, Google rileva che il termine più popolare e prossimo, in termini di distanza di Levenshtein, è “tastiera”.

Qualche esempio sulle correzioni ortografiche di Google. Pregi e difetti
I suggerimenti e le correzioni compiute da Google sono spesso utili e pertinenti, e ci aiutano a trovare realmente quel che stiamo cercando.
Si prenda il caso in cui un utente voglia ricercare la web agency WEBMAORI™ ma ne sbagli il nome in fase di ricerca, ad esempio digitando “wbmaori”; in questo caso il correttore ortografico di Google interverrà per proporre il termine che probabilmente l’utente stava realmente cercando, WEBMAORI™ appunto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso però in cui il nome inserito sia corretto dal punto di vista dell’utente, ma sbagliato da quello di Google, si otterrebbe una correzione arbitraria di un termine, reindirizzando la ricerca verso altri contenuti alternativi.
Ciò avviene in quanto Google è portato a pensare, quando è bassa la popolarità di ricerca per un determinato termine, che probabilmente quel termine sia stato inserito erroneamente e, di conseguenza proporrà un’alternativa rilevante dal punto di vista della prossimità secondo l’algoritmo di Levenshtein.

Per chiarire si consideri il caso in cui un’azienda decida di lanciare un nuovo sito web dedicato alla propria attività/prodotto/servizio non ancora conosciuto da Google.
Se si sceglie un termine che il motore di ricerca non conosce e dunque rileva come un potenziale errore ortografico o di battitura, gli utenti che ricercano il prodotto/servizio in questione in maniera corretta verranno reindirizzati verso altri siti.

Se ad esempio si volesse inaugurare un nuovo hotel chiamandolo “hotel pincopallino”, allo stato attuale Google suggerirebbe una ricerca per “hotel pinco pallino”.
Ad un primo sguardo potrebbe sembrare una sottigliezza, ma se in realtà esistessero entrambi gli hotel, sia il “pincopallino” che il “pinco pallino”, il secondo risulterebbe sicuramente favorito, in quanto gli utenti che cercavano il primo hotel verrebbero reindirizzati verso il secondo.

Come sfruttare la funzionalità di correzione ortografica a proprio favore
Come si è osservato la funzionalità di correzione ortografica implementata da Google è molto utile in diversi casi, ma talvolta può portare a qualche anomalia, come è nell’esempio sopra illustrato.
Nel caso in cui questa anomalia si verificasse, sarebbe opportuno istruire Google nel considerare il termine in questione come corretto, evitando così di ottenere una correzione ortografica indesiderata.
Per fare ciò si possono seguire due possibili strade:

    • Rendere il termine maggiormente popolare, in modo che ne aumentino le ricerche su Google e questi lo consideri come termine grammaticalmente corretto ed esistente.
      Tale azione può essere compiuta ricorrendo ad azioni di Social Media Marketing;

       
    • Incrementarne la presenza nel web, facendo si che il termine, e di conseguenza il sito web, acquisti un maggior valore agli occhi di Google.
      Questo lo si fa attraverso mirate azioni di Link Popularity e Link Building, e più in generale mediante ottimizzazioni organiche per i motori di ricerca.  
Permalink lun, 15 feb 2010 09:46:22
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